HOTEL DELTA

Oggettivi turistici dal Delta del Danubio e la provincia di Tulcea

Il golfo Musura – paradiso degli uccelli

Il golfo Musura è nei nostri giorni, più una zona lagunare, quasi chiusa, sita fra le bocche di versamento del Mar Negro dei Canali Sulina e Chilia. Il golfo è molto colpato e, anche se offre l’impressione che ti trovi sul mare aperto, l’acqua è da qualche parte così meno profonda appunto che i turisti possono scendere dalle imbarcazioni come “camminare sull’acqua”. All’interno del golfo sono varie strisce di sabbia, alcune isole nuovamente formate, sulle quali si stringono le più grandi colonie di pellicani e cormorani dal Delta del Danubio.

La foresta Letea – un monumento della natura

Si trova nel nord del Delta, all’est della località rurale di C.A. Rosetti. Solo una parte dalla superficie totale della foresta è zona strettamente protetta, e questa parte è diventata riserva naturale dal 1938. La foresta si sviluppa nello spazio fra le dune di sabbia (la più alta essendo di 15 m), sotto la forma di alcune strisce larghe di 10-250 m, separate dalle loro spalle. Un tratto caratteristico della foresta lo costituisce la moltitudine di piante rampicante (vite selvaggia, luppolo, vitalba di foresta, liane greche, ecc) questo conferendo alla foresta un aspetto sotto-tropicale.

La foresta Caraorman - “foresta nera” nella lingua turca

La foresta Caraorman si trova sul territorio amministrativo della località rurale di Crişan e l’accesso si fa dalla località Caraorman. Con la superficie di 2.250 ettari, la foresta è stata dichiarata monumento della natura nell’anno 1940 ed aria protetta nell’anno 2000. La foresta Caraorman è una foresta alzata sulle dune di sabbia (alte anche di 7m), composta da quercia secolare (che superano spesso 30 m), pioppi e frassini ma anche dalla vegetazione arrampicante di tipo meditarono (es. liane che possono giungere appunto a 25 m). Cui si trova una quercia vecchia di quasi 500 anni, con una circonferenza di 4 m, i cui rami giungono il livello del suolo e poi si alzano di nuovo, fatto per il quale è stata nominata “La quercia inginocchiata” dagli abitanti. Nell’immediata vicinanza di questa si trova La fontana dei Cacciatori, con un’acqua estremamente fredda appunto durante l’estate, ed una riproduzione dopo la celebra scultura di Constantin Brâncuşi – La tavola del silenzio.

Sulina – la città con la più piccola altitudine dal paese (3.5 m).

* I fari di Sulina:
- Il faro Vecchio, oggi museo - costruito nel periodo 1869 – 1870, offre ai turisti la possibilita di vedere, al pianoterra del faro, l’ex gabinetto di lavoro del scrittore Jean Bart (1650 – 1702).
- Il faro Vecchio dalla riva sinistra – costruito nel anno 1887, lui indica la posizione da tempo fa della bocca d’entrata nel Canale Sulina.
Il faro vecchio sito sulla riva destra – sistemato sulla diga di sud, è stato allontanato nell’anno 1922, per permettere l’inizio dei lavori di prolungamento nel mare delle dighe di protezione della bocca del Canale Sulina ed è stato nuovamente istallato nell’anno 1960 per indicare dove è stata una volta la bocca del Canale Sulina.
- Il faro Nuovo – sistemato nella vicinanza dell’estremità della diga di sud della bocca del Canale Sulina ed ha un’altezza di 48 metri.


* La chiesa ortodossa “Sf. Nicolae e Alexandru" – costruita nel periodo 1910 – 1932, iniziata dal re Carol I e finita dal re Carol II, la chiesa è identica a quella dalle Montagne Pădurea Neagră (Foresta Nera) di Germania, dai sorgenti del Danubio.
* Il cimitero di Sulina – un posto unico e celebro nel mondo, dove dormono il sogno insieme, principi, principesse (principessa Ecaterina Moruzi, la nipote del regnante della Moldavia, Ioan Sturza), i pirati (Ghiorghios Kontoguris, sulla sua pietra funebre essendo iscritto il celebre segno dei pirati – il cranio con due ossi incrociati) ma anche cristiani di varie confessioni, ebrei e musulmani.

Sfântu Gheorghe – l’ultima spiaggia selvaggia dalla Delta del Danubio

La spiaggia, ancora selvaggia, è composta dalla più fina sabbia di conchiglie. I turisti sono attirati cui anche dal versamento assolutamente fascinante del Danubio nel Mar Nero tramite il braccio Sf. Gheorghe che si separa a sua volta in altri 3 bracci, formando così una minidelta, ma anche dall’Isola Sacalin, terra nuova apparsa nell’anno 1897 di fronte alle bocche di versamento di questi bracci, che cresce con quasi 7,5 m all’anno.

Dunăvăţu de Jos – il più lontano posto dal Delta del Danubio dove si può giungere con l’auto

Da questo vecchio villaggio peschereccio si può giungere facilmente al Lago Razim ma anche ai canali vicini. Qui i turisti possono pescare, sia direttamente dalla diga, sia da imbarcazioni affittate, o possono esplorare la moltitudine di canali e di laghi dalla zona.

Bocca Portiţei – la terra fra il mare e il delta

Bocca Portiţei è sita su una striscia stretta di sabbia fra il Lago Goloviţa e il Mar Nero. Il lago Goloviţa è stato inizialmente un golfo con acqua salata che è stato chiuso durante il tempo per colpa della deposizione di alluvioni. L’acqua è una salmastra, cioè in corso di desalinizzazione. L’accesso alla Gura Portiţei si fa con il vaporetto dalla località Jurilovca, provincia di Tulcea.

Le montagne del Macin – le più vecchie montagne dalla Romania

Con un altezza che varia fra 7 m e 467 m (la cima Ţuţuiatu), le Montagne del Macin sono site a Nord-Ovest della Dobrogea e l’accesso si fa tramite la strada nazionale 22S, fra le località Măcin e Horia e sulla strada europea E87, fra le località Măcin – Jijila – Luncaviţa. Per colpa del potenziale naturale di cui dispone il Parco, una gamma larga di turisti sono attratti qui per gite, paesaggi, flora, fauna, ricerca e documentazione. Sui versanti sono presenti vari piani di vegetazione: steppa (alla base dei versanti), foreste fitte di rovere, quercia, faggi ecc, cespugli sulle cime e poi prati di steppa con aspetto alpino.

Città forte Enisala – conosciuta anche come la Città forte Heracleea

La città forte Elisala è l’unica città forte medievale da Dobrogea la quale che sopravissuto alle lotte russo-turche di Dobrogea. “Elisala” significa nella lingua turca “nuovo collocamento” La città forte è sita nelle vicinanze del villaggio Elisala, sulla più alta colle fra i laghi Babadag e Razim, da dove si può osservare una delle più spettacolari vedute incontrate a Dobrogea: campi, paludi estese e laghi, le quali da qui sembrano che non finiscono più. L’accesso nella località Elisala e la città forte si fa dalla città di Babadag sulla strada DJ 223A.

Il monastero Celic - Dere

Il monastero Celic Dere – sito nella parte Nord della Dobrogea, a 25 km da Tulcea, sulla strada Tulcea – Bucarest, fra i villaggi Poşta e Teliţa. Inizialmente il monastero di monachi, i quali nell’anno 1845 sono stati trasferiti accanto alla pozza Saon, il monastero diventa di monache, portate dalla Basarabia. Diverso, da punto di vista architettonico, è il modo in cui è stato costruito il monastero, praticamente tramite la sopraposizione di 2 chiese: una trovata al sottosuolo (lo scopo iniziale essendo di sepolcro, ulteriormente tenendosi cui la messa durante l’inverno) e l’altra superficie, la loro delimitazione potendo essere osservata con facilita all’esterno per colpa di un cintura che circonda l’edificio. Nella cappella del monastero si trova l’Icona della Vergine che fa Miracoli, vestita in argento e dorata con oro, la quale ha scappato due volte dal fuoco, rimanendo intatta.

Il monastero Saon

Il monastero Saon – è sito sul margine del lago con lo stesso nome dalla località rurale di Niculiţel, ad una distanza di 11 km da Tulcea, sulla strada Tulcea – I.C.Brătianu (verso Galaţi). Lui è stato fondato nell’anno 1846 tramite la partenza dei monachi dal Monastero Celic Dere. Nell’anno 1930 diventa anche questo monastero di monache, i monachi essendo trasferiti nel Monastero Cocoş. Cui sono esposte tutto il tempo preghiere per i pellegrini, parti dalle Reliquie dei Santi Vichente, Maxim il Greco, Inochentie metropolita, Epictet il poeta e Astion il monaco, pezzi di vestiti che hanno appartenuto al Santo Ioan cel Nou di Suceava, Cuvioasei Parascheva e al Santo Frigorie Decapolitil ma anche un pezzo dal legno della Santa Croce. I pellegrini possono ammirare e si possono rallegrare anche dai pavoni cresciuti cui, animali che stano impressionando tramite il piumaggio ricco e colorito.

Il monastero Cocoş

Sito a 35 km dalla città di Tulcea e a 6 km partendo dalla località rurale di Niculiţel, il monastero ricovera le reliquie di 4 santi martiri, scoperti nell’anno 1971 sul territorio della località rurale di Niculiţel, le prime dal nostro paese: Zoticos, Attalos, Kamasis e Philippos. Il monastero ha un museo con icone antiche ed oggetti d’arte religiosa radunate dalle parrocchie della provincia di Tulcea. Il museo ricovera anche una collezione di libro vecchio, religioso, specialmente romeno.